lunedì 8 luglio 2013

Pasta & Pizza al Molin di Alano di Piave per il VI Festival Europeo del Gusto

Giovedì 20 giugno il VI Festival Europeo del Gusto ha fatto tappa al ristorante pizzeria al Molin di Alano di Piave, per il secondo appuntamento di 'Sapori d'Europa al Molin'.
Il tema dell'incontro a convivio è stato 'Pasta & Pizza', un viaggio del gusto interpretato con le paste artigianali delle Marche ( il Pastificio Columbro di Fano)  e con le pizze 'al pesce'.
La pizza ai cereali con la trota affumicata ha convinto anche i palati più esigenti : la pizza al kamut interpretata
con la pepita del Piave del Salumificio Piovesan di Pederobba, li ha definitivamente conquistati.
Ma la serata ha conosciuto anche un risotto con gli scampi e le mezzemaniche con i gamberoni, ben accompagnate dai vini delle Cantine Sebastianelli di Guardia Sanframondi (Benevento).
Insomma un intelligente connubio di eccellenze del Nord e del Sud Italia, a dimostrazione che tutto il nostro Paese parla un linguaggio unico sul versante della qualità agroalimentare.
Lo staff del ristorante pizzeria al Molin ha dimostrato di essere all'altezza della sfida : restare sè stessi, pur aprendosi a 'culture altre'.

venerdì 5 luglio 2013

Al Molin di Alano di Piave con il VI Festival Europeo del Gusto



La visita che i comunicatori e i giornalisti dell'Associazione l'Altratavola hanno fatto al ristorante pizzeria Al Molin di Alano di Piave, li ha convinti che il locale di Annalisa e Paride è per davvero una tappa del buon e bello vivere. Giuliano e  Diego ( i figli) e lo chef Salvatore completano la squadra che propone una cucina di terra e di mare ( con una predilezione per il pesce) e una ispirazione volta a conciliare tradizione e creatività.
Giorno per giorno anche i menù  di lavoro sanno variare i piatti, andando incontro alle esigenze della clientela.
E poi vi sono le pizze, interpretate ad arte, con una attenzione alla scelta delle farine e degli ingredienti (sempre di qualità), al fine di offrire il meglio in fatto di digeribilità e gusto.
Particolare attenzione viene riservata alle pizze senza glutine e alle pizze concepite con i cereali (in special modo il kamut).
La pizza senza glutine è una preparazione simile alla pizza tradizionale nella quale la farina di grano tenero viene sostituita dalla farina di riso e dall’amido di mais, pensata nello specifico per tutte le persone che soffrono di intolleranza al glutine. L’impasto risulta croccante all’esterno ma mantiene un interno morbido grazie anche alla doppia lievitazione. Pur essendo un po’ più friabile della pizza classica, la pizza senza glutine è comunque gustosa e saporita.

Al Molin: foto 1

venerdì 28 giugno 2013

TRA LE ROCCE E IL CIELO e la VALLARSA AL FESTIVAL EUROPEO DEL GUSTO


Un’occasione per prendere contatti, presentare il Festival, la Vallarsa e i suoi prodotti tipici. Nella splendida cornice offerta dal Mulino La Vallina di Quero (BL) l'associazione Tra le Rocce e il Cielo di Vallarsa (TN) ha potuto raccontare le proprie esperienze e il programma della edizione 2013 del suo Festival al VI Festival Europeo del Gusto, “La Montagna dell'informazione”.
L’associazione ha presentato Tra le Rocce e il Cielo, il Festival della montagna vissuta con consapevolezza, la sua storia e la sua edizione 2013. La manifestazione, con le sue quattro giornate dedicate all’arte, alla vita in montagna, alle minoranze linguistiche e alla storia, torna in Vallarsa dal 29 agosto all' 1 settembre. Grazie a mostre, film, incontri, uscite sul territorio, convegni, laboratori, concerti, spettacoli, presentazioni di libri cercherà di analizzare tutti gli aspetti della vita in montagna da quello economico a quello storico, dal territorio, passando per la cultura delle popolazioni montane (soprattutto delle comunità etniche minoritarie), cercando di dar voce a chi vive in montagna con passione e umiltà.
Nel laboratorio di informazione si è potuta presentare la Vallarsa, il suo ambiente incontaminato e le tracce della Grande Guerra che ne percorrono l’intero territorio.
Non è mancata nemmeno la descrizione, e la degustazione, dei prodotti tipici della valle trentina, con particolare attenzione ai formaggi caprini di Malga Streva e quelli di vacca di Malga Zocchi e il vino, il Müller Thurgau dell’Associazione “Rio Romini”.
Le riprese e le interviste della giornata saranno utilizzate nella trasmissione multimediale “L'Italia del Gusto” (Sky, Cafètv24 e web), che seguirà il Festival della Montagna anche durante il suo svolgimento.
Durante la giornata l’associazione è stata invita a partecipare al Tuor delle Capitali europee dell’associazione Internazionale Azione Borghi Europei del Gusto.

"TRA LE ROCCE E IL CIELO 2013" IL FESTIVAL TORNA IN VALLARSA DAL 29 AGOSTO ALL' 1 SETTEMBRE

TRA LE ROCCE E IL CIELO, il Festival della montagna vissuta con consapevolezza torna in Vallarsa dal 29 agosto all' 1 settembre.
Mostre, film, incontri, uscite sul territorio, convegni, laboratori, concerti, spettacoli, presentazioni di libri arricchiranno i quattro giorni della manifestazione - organizzata dall'associazione culturale Tra le rocce e il cielo in partnership con Accademia della montagna del Trentino - che si svolge nel suggestivo e incontaminato ambiente della Vallarsa (TN), all'ombra delle Piccole Dolomiti.
Il lavoro dell'uomo in montagna, la scrittura in lingua madre, la Grande Guerra e i giochi di montagna saranno gli argomenti principali del Festival che si svilupper? su quattro giornate dedicate rispettivamente all'arte e alla vita in montagna, alle minoranze linguistiche e alla storia.
Tra gli spettacoli proposti ve ne sar? uno sulla storia del Forte Pozzacchio, messo in scena all'interno delle stanze e nei cunicoli scavati nella roccia del monte Pasubio e un altro sulle migrazioni di fine Ottocento dei lavoratori trentini verso le aree pi? remote dell'Impero Austroungarico. Si potr? danzare sulle melodie occitane grazie al concerto Lou Dalfin o riflettere grazie al jazz teatrale sulla prima guerra mondiale.
Il convegno "Un futuro sulle Alpi: creare occupazione per tornare alla montagna" con workshop condotti da persone che in montagna vivono e lavorano, cercher? di fornire strumenti pratici a chi intende trovare un'occupazione in ambito alpino. Quello sulla letteratura in lingua madre permetter? di dialogare con molti scrittori appartenenti a gruppi linguistici diversi.
Ci saranno incontri con scrittori di montagna e con alpinisti e ci sar? una tavola rotonda dal titolo "La montagna nei giochi, i giochi dalla montagna. Una finestra aperta su memorie materiali, miti e immaginari tra '800 e '900."
Il programma di tra le Rocce e il cielo - a breve visitabile sul sito www.tralerocceeilcielo.it -  comprende escursioni, tra le quali il trekking someggiato con gli asini sui percorsi dei soldati del primo conflitto mondiale, e numerose mostre - storiche, pittoriche e fotografiche - allestite nella valle.
Non mancher? una rassegna cinematografica e verranno premiati i vincitori del concorso video "Racconta la tua montagna - Il lavoro dell'uomo", alla sua seconda edizione. Accanto a incontri per i pi? piccoli si potranno seguire laboratori di disegno in montagna e fotografia, e pure un corso di yoga all'aria aperta.
Per informazioni: Associazione culturale ?Tra le rocce e il cielo?
 mail tralerocceeilcielo@gmail.com ? tel. 3922272326
 

sabato 15 giugno 2013

A convivio con le frattaglie al Caffè Cavour di Montebelluna

Il VI Festival Europeo del Gusto ha fatto tappa venerdì 14 giugno al Caffè Cavour di Montebelluna,per una serata a convivio sul tema delle frattaglie.
La troupe della trasmissione multimediale L'Italia del Gusto ha ripreso il menù, realizzato con la consueta, storca maestria da Bepi Osellame, signore e padrone (con la sua famiglia) del locale.
Al Caffè Cavour è nata e prospera una Confraternita delle Frattaglie.
Ottimi i vini dell'azienda agricola Nerino Costa di Montebelluna, che hanno accompagnato questo specialissmo viaggio del gusto.

Frattaglie

Le frattaglie sono gli organi interni e le parti (apparentemente) meno pregiate dell'animale macellato.
Le frattaglie fanno parte del così detto "quinto quarto", ovvero tutto ciò che non rientra nei "quattro quarti" di macellazione; i quarti di macellazione sono 5:
  • 2 quarti anteriori
  • 2 quarti posteriori
  • 1 quinto quarto
I primi quatto quarti dividono la bestia sagittalmente (ottenendo 2 mezzene) e trasversalmente all'altezza della 6° costa. Il quinto quarto comprende la testa, le zampe, la coda e le frattaglie.
FrattaglieTra le frattaglie è possibile distinguere pezzature estremamente eterogenee; le differenze sono moltissime e variano per sapore e caratteristiche nutrizionali. Ogni componente delle frattaglie si presta ad una preparazione diversa e la scelta dell'uno o dell'altro organo può variare in base alle necessità nutrizionali.
Le frattaglie più conosciute sono senz'altro il fegato ed il cuore; tuttavia, limitare il consumo degli organi animali esclusivamente a questi due pezzi è estremamente riduttivo. Le frattaglie sono moltissime e variarne il consumo arricchisce notevolmente l'apporto nutritivo della dieta; inoltre, rispetto ai tagli di carne più diffusi, l'acquisto delle frattaglie incide molto meno sulla "salute del portafogli!". Infatti, mediamente, le frattaglie sono alimenti a basso costo, che consentono di introdurre proteine ad alto valore biologico, lipidi essenziali, vitamine e sali minerali in abbondanza.
NB. In caso di ipercolesterolemia, meglio non sottovalutare l'apporto di grassi saturi e colesterolo contenuti nelle frattaglie.

Tipi di frattaglie

Tra le frattaglie ricordiamo le "animelle", un termine che generalmente indica più organi del vitello o comunque del bovino; tra queste rientrano il pancreas, le ghiandole salivari ma soprattutto il "timo", una ghiandola endocrina posizionata sotto il collo dell'animale (colesterolo 250mg/100g di parte edibile).
Il "cervello" è una pietanza dal gusto inebriante e l'alta percentuale di lipidi (tra questi moltissimi fosfo-lipidi) gli conferisce una consistenza tipicamente scioglievole; il cervello più consumato è quello dell'agnello, sotto forma di "testina al forno", oppure quello del bovino consumato panato e fritto. (colesterolo >2000mg/100g)
Il "cuore" ed il "fegato" sono le frattaglie più diffuse; contengono alti livelli di ferro bio-disponibile ed il fegato rappresenta una fonte vitaminica impressionante. Il cuore viene cucinato generalmente in padella, a fettine sottili con un po' di aglio e prezzemolo fresco, mentre la ricetta del fegato più diffusa è " alla veneziana", con burro, farina e cipolla.
La "lingua" del bovino rientra, assieme al "diaframma", nella categoria delle frattaglie muscolari. Tuttavia, mentre il diaframma si presta moltissimo all'alimentazione del bambino per la consistenza tenera e la buona quantità di ferro, la lingua non ha caratteristiche nutrizionali particolari ed il suo consumo è limitato sostanzialmente al bollito misto di carne.
La "milza" è l'organo che apporta più ferro in assoluto, circa 42 mg/100g. Al contrario del fegato, la milza è poco calorica e contiene un ridotta percentuale di lipidi.
"Polmone", "intestino" e"reni" (assieme al fegato ed al cuore), costituiscono la così detta "coratella"; questa, altro non è che un insieme di frattaglie accuratamente lavate e cucinate assieme in padella. E' un piatto tipico del centro Italia, dove nel periodo pasquale aumenta la macellazione degli agnelli.
In ultimo, la "trippa". Al contrario di quanto si possa pensare, la trippa altro non è che lo stomaco dell'animale ed il suo contenuto in grassi è molto ridotto. La digeribilità di questo alimento è comunque scarsa a causa della cottura molto lenta e dell'elevata quantità di tessuto connettivo contenente fibre collagene.

Frattaglie e salute

Le frattaglie sono ottimi alimenti da consumarsi con frequenza anche settimanale. E' comunque opportuno fare attenzione nella selezione delle fonti di approvvigionamento e prediligere gli allevamenti italiani nei quali i disciplinari per la cura ormonale ed i controlli veterinari sono rigidi e severamente svolti; ricordiamo che le frattaglie sono organi, e come tali spesso subiscono maggiormente l'azione tossica ed il deposito dei farmaci e dei contaminanti eventualmente presenti nei mangimi.


Potrebbe interessarti: http://www.my-personaltrainer.it/alimentazione/frattaglie.html

sabato 8 giugno 2013

GustaTrevignano al VI Festival Europeo del Gusto a Quero (BL)

Elisa Pizzolato, responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione di GustaTrevignano, partecipa domenica 9 giugno presso il Mulino la Vallina di Quero, al VI Festival Europeo del Gusto.
Sarà l'occasione per presentare il 'format' di GustaTrevignano ad una platea mediatica che prevede la partecipazione di delegati dal Friuli Venezia Giulia, dal Trentino Alto Adige, dalle Marche, dalla Puglia,
dalla Romania e dall'Albania.
Venerdì 7 giugno si è svolta per "SAPORI - SAPERE" la serata gastronomica con il maiale alla Trattoria il Caminetto che con  l'Azienda Agricola "Guolo Gianni", sono stati i protagonisti della seconda serata della rassegna. E' stata apprezzata  la carne di maiale prodotta e preparata a Trevignano.
Durante la serata, tra una portata e l'altra, un esperto ha raccontato "il maiale".





sabato 1 giugno 2013

IL MANIFESTO DELLE TAVOLE AMMUTINATE

Bruno Sganga, giornalista enogastronomo, conduttore della trasmissione televisiva
la Verità nel Piatto, presenta al VI Festival Europeo del Gusto :

IL MANIFESTO DELLE TAVOLE AMMUTINATE

  1. La nostra filosofia si basa su tutto ciò che nel mondo dell’agroalimentare prima e quindi nell’enogastronomia e turismo del gusto è istintivamente o culturalmente “ribelle” a quanto sentenziato da altri, soprattutto ove negli altri si cela una sottile e non sempre manifesta commercializzazione od un certo spirito di parte, invece d’un più premiante ed equilibrato buon senso insieme all’emozione di stare a tavola, piuttosto che d’una tavola ricca o meno che sia.

  1. Basta esasperazioni in cucina con abbinamenti e gusti tirati all’estremo pur di stupire…o alla tradizione camuffata da una innovazione che spesso sa soltanto di preparati e semilavorati pronti all’uso.

  1. Desideriamo mangiare, bere, ma digerire bene, senza l’invasione di piatti perfetti che spesso non sanno di nulla se non d’un idilliaco cromatismo e design, risultato di architetti d’una cucina senza anima e carattere.

  1. Desideriamo conoscere i prodotti, la capacità del loro uso nelle cucine, come della naturalità dei vini e dei loro vigneti senza esasperate alchimie in cantina, e quando i prodotti non sono stagionali sapere bene da dove provengono per limitare questa mania, sovente anche costosa, del tutto e sempre disponibile pur se insapore.

  1. Basta solo con quel tipo d’alta cucina con i suoi rituali inaccessibili, dei suoi protagonisti ampollosi e tronfi di se, con la loro catena dei cosiddetti grandi critici gastronomici ed onnipotenti, icona di un certo modo di intendere la gastronomia, i suoi giochi di potere e di spettacolare visibilità.

  1. Per quanto sia vero che la generazione d’oggi vive nel benessere, a parte l’attuale congiuntura, non va dimenticato di sfamare chi è affamato di fame ricordando che i consumatori per un verso sono più preparati di un tempo, ma d’altro canto ci sono fin troppi palati drogati (cornetti, gelati, ecc.), soggiogati da esaltatori di sapidità, zuccheri modificati od aromatizzati. O da quella tartrazina, colorante artificiale azoico, giallo limone (E102), che viene aggiunta nelle bevande gassate, caramelle alla frutta, budini, minestre confezionate, gelati, chewing gum, marmellate, mostarda, yogurt e in molti altri alimenti assieme alla glicerina, limone e miele, ed è causa di molte allergie od intolleranze soprattutto per asmatici e soggetti allergici all'aspirina, oltre che d’una iperattività infantile.

  1. Ci piace invece esaltare e sostenere quel pubblico di consumatori dotti e intriganti ma non modaioli, come quei passeggeri-visitatori curiosi, meglio se con scarso uso del navigatore…ma autentici, al pari di quelle categorie professionali e di settore con la volontà od il senso di riscatto per un mestiere, artigiano od industriale che sia, ove qualità e lealtà sono padrone ed il consumatore sceglie conoscendone le evidenti diversità ma senza inganni commerciali.

  1. Soprattutto basta con quel giornalismo enogastronomico ambiguo, spettacolare e presenzialista, preda di quella della mania dell’evento per cui si spostano folle di turisti e visitatori e dove ciò che conta è “guardare” ma non vedere, “partecipare” ma non conoscere e riconoscere, quasi solo per affermare che “io c’ero”.

  1. Vogliamo tenerci ben distanti da questo vizio diffuso nel giornalismo italiano odierno di settore, di spacciare opinioni per fatti e di basarsi su luoghi comuni e pregiudizi che, in quanto tali, non vengono nemmeno dimostrati, per non parlare quando la critica diventa militante (o faccendiera e di parte) per cui tutto è magnifico, maestoso, innovativo, interessante, bello, intelligente e soprattutto di tendenza…

  1. Non dimentichiamo che gli italiani sono tutti allenatori ben noti ma anche critici gastronomici…ma la critica è da sempre una delle attività più arbitrarie e discutibili, proprio perchè spesso pretende di dettare scale di valori in base a supposti criteri oggettivi che, per altro, non vengono mai esplicitati in quanto tali. Se la critica è un esame circostanziato di un fatto o di un'opera letteraria, scientifica, artistica, ecc, valutandone gli aspetti contenutistici, estetici e storici, si capisce che la funzione non è tanto o solo quella di giudicare, ma piuttosto di raccogliere informazioni offrendole con equità e buon senso al “lettore” e consumatore finale.

  1. Dell’affascinante mondo di cibi e vini, per noi l’essenziale è soprattutto raccontare dei territori, dei loro prodotti e materie primarie, e di saperli interpretare con quell’emozione basilare che si avverte dinanzi ad un’opera di qualità, sia essa un quadro, un libro, ecc, al pari d’un manufatto artigiano o d’un piatto che parlano di prodotti e tradizioni, come d’un vino o distillati che raccontano della propria terra.

  1. Dunque non basta una “raccolta di informazioni”, quanto il (buon) senso del gusto che si è provato insieme a quella suggestiva emozione per cui si distingue colui che mangia (per saziare la fame) da chi degusta mangiando, anche se per rispondere all’oggettiva necessità che l’appetito alimenta.

  1. Siamo tutti capaci, molto più semplicemente, di dire se una cosa ci piace o no, ma nessuno può assurgere a dichiarare senza possibilità di smentita che un piatto o un prodotto siano oggettivamente buoni senza anche tener conto degli usi alimentari e storici così diversi tra cucine e tradizioni (o sopraggiunte innovazioni) diversissime.

  1. Vogliamo chiederci e sapere quanto i critici sono liberi. Dalla giornalista-scrittrice sensualintrigante e critica alla già nota scoperta di “Striscia la notizia” che le stelle venivano vendute e che i critici vanno a mangiare a sbafo, non è una novità. Spesso è gente che critica il lavoro (di professionisti e non di rado Maestri del palato) anche se non hanno mai studiato, non hanno un diploma specifico, non sanno nemmeno come si inizia a lavorare nelle cucine. Critici utili quasi solo per tre categorie: ricchi stronzi, altri critici gastronomici ed altri cuochi che gestiscono ristoranti per le categorie di cui sopra.

  1. Basta con questi pochi eletti che si parlano addosso, si riproducono tra loro e mangiano in posti dove la prenotazione è solo un surrogato dell’idea di accessibilità democratica. L’Italia è piena di tante trattorie e ristorantini, specie nei borghi ove si mangia divinamente e genuinamente con prezzi modici, e pure non sono in nessuna guida.

  1. Chi fa il critico dovrebbe fare solo il critico. Non organizzare festival e fare l'impresario. E’ una categoria da prendere con le molle anche quando, ottimi professionisti, sono però pieni di idiosincrasie, di odi e amori per questo o quel piatto, con piccole simpatiche manie ma pericolosi come i serpenti.

  1. E’ anche ora di finirla o quanto meno saper distinguere con questa marea di tuttologi, di televisioni sponsorizzate in cucina con false gare spesso preparate dietro le quinte, di intenditori che su face book imperversano a parlare di cucina, cibo, vini, od i tanti blogger con sottili sponsor finanziari che mistificano con furbizia, od ancora di chi tra loro va in giro giudicando solo il lusso ma, sarebbe da chiedersi, con quali soldi per girare.

  1. Le nostre “Tavole Ammutinate” sanno di incontri con un vino come con un piatto, ove il cervello s’acqueta avvicinandoci senza alcun preconcetto, aspettativa o pensiero fuorviante, ma lasciandosi guidare dai propri sensi e che questi frughino in quel magnifico archivio olfattivo-emozionale che c'è nell' “hard disk della nostra mente” e che a un certo punto ci diranno "mi emoziona o non mi emoziona", per chi sa ascoltare e distinguere.

  1. Ricordiamo, con qualche umana mestizia, che lo chef spagnolo Ferran Adrià, pur pioniere per certi versi, ha comunque chiuso con i suoi additivi chimici, e che dieci anni fa Bernard Loiseauin nella Borgogna si suicidava pensando di perdere una delle sue stelle per la sua cucina giudicata “senza anima e carattere”.

  1. Il nostro Manifesto invece, con quanto sapremo generare, vuole raccontare di contenuti e descrizioni di ristoratori, produttori, albergatori, vignaiuoli ed itinerari in località soprattutto minori, parlando di protagonisti particolarmente poco noti od intenzionalmente “omessi e sconosciuti” ma che sanno generare piacere e gusto in tavola coniugati con l’emozione d’una filosofia per niente mercenaria.